CFP Ordine Architetti

Sudformazione è provider del Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatorie CNAPPC per il rilascio dei crediti formativi.
I seguenti corsi rilasciano Crediti Formativi per gli ingegneri iscritti all’albo che debbano assolvere all’obbligo di aggiornamento delle competenze professionali:

È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia, il Regolamento per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Il Regolamento attua l’articolo 7, comma 1, del Dpr 137/2012 di riforma degli ordinamenti professionali, che impone ai professionisti di “curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale” pena una sanzione per violazione delle norme deontologiche.

Per il primo triennio il numero di crediti da conseguire è 60 CFP, con un minimo di 10 CFP all’anno, 4 dei quali in materia di deontologia e compensi professionali. Dal triennio successivo (2017-2019) i CFP da acquisire salgono a 90, con un minimo di 20 annuali dei quali 4 in materia di deontologia e compensi professionali.

L’attività di docente formatore svolta a favore dell’Ordine professionale, purché non retribuita, dà diritto a 1 CFP a seduta (lezione), con il limite di 5 CFP annui. La reiterazione della medesima docenza non dà diritto ad ulteriori CFP.

Infine secondo la circolare 29/2014 del Consiglio Nazionale i corsi abilitanti (sicurezza cantieri, VV.FF. etc.) fanno conseguire 15 CFP per corsi base di 120 ore (20 CFP dal triennio 2017-2019) e 10 CFP per corsi di integrativi 40 ore se svolti in unica soluzione, oppure 1 CFP ogni 4 ore di corso se svolto a moduli.

Formazione continua: per chi vale l’obbligo
Secondo quanto previsto dal “Regolamento per l’aggiornamento professionale continuo” tutti gli iscritti sono soggetti all’obbligo della formazione continua, in qualunque forma essi esercitino l’attività professionale di architetto, pianificatore, paesaggista, conservatore.

In presenza di determinati requisiti il Consiglio dell’Ordine può deliberare, su richiesta dell’interessato, l’esonero dalla formazione. A tal fine l’interessato deve produrre una dichiarazione in cui sostenga di:
– non essere in possesso di partita IVA, né esservi obbligato relativamente ad attività professionali di architetto;
– non essere iscritto ad INARCASSA, né esservi obbligato;
– non esercitare l’attività professionale nemmeno occasionalmente ed in qualsiasi forma.

Se durante il triennio vengono meno le condizioni per l’esonero i crediti da conseguire si riducono proporzionalmente. Se durante l’esonero il professionista frequenta dei corsi, i crediti acquisiti nel periodo di esonero non sono computabili al fine dell’assolvimento dell’obbligo.

Formazione continua: casi particolari
L’obbligo formativo cessa al compimento dei 70 anni di età per gli iscritti con almeno 20 anni di iscrizione all’Albo, senza la necessità di presentare domanda di esonero.

La maternità è causa di esonero parziale per un anno formativo, e quindi i crediti da conseguire nel triennio vengono ridotti proporzionalmente. Per ottenere l’esonero, però, è necessario che l’interessata presenti domanda al Consiglio dell’Ordine.

I dipendenti pubblici possono sottoporre all’approvazione del Consiglio Nazionale per il riconoscimento dei CFP i progetti di formazione predisposti dai loro datori di lavoro, purché inerenti le aree di cui al punto 3 delle Linee Guida. Come tutti gli iscritti all’Albo anche i dipendenti pubblici sono obbligati a conseguire almeno 4 CFP annuali sui temi della deontologia e dei compensi professionali.

Per malattia grave e/o infortunio che determinino l’interruzione dell’attività professionale per almeno sei mesi il Consiglio dell’Ordine può esonerare, previa domanda ed allegazione di certificato medico, l’iscritto dall’obbligo di aggiornamento. I crediti da conseguire sono proporzionalmente ridotti.

Mancato aggiornamento: sanzioni per gli architetti
Dopo la scadenza del triennio, l’iscritto non in regola con l’aggiornamento ha sei mesi di tempo per il ravvedimento operoso, ovvero il conseguimento dei crediti mancanti.

Qualora, decorso tale termine, l’irregolarità permanga, il Consiglio dell’Ordine è tenuto a deferire l’iscritto al Consiglio di Disciplina per l’esercizio dell’azione disciplinare.

Per maggiori info contattateci su areatecnica@sudformazione.com